Lenti progressive

La lente progressiva è la più comoda e migliore risposta alla presbiopia con una lente sola possiamo vedere da lontano o da vicino e anche a distanza intermedia utilizzando sempre lo stesso paio di occhiali.

Le lenti progressive presentano due zone funzionali, una per la visione da lontano (oltre i 2-3 metri) ed una per quella da vicino (30-40 centimetri); queste due porzioni di lente sono unite da un settore di transizione detto canale di progressione, in cui la potenza della lente cresce dall’alto verso il basso per arrivare al valore del potere da vicino.

Rispetto ad altre soluzioni ottiche (lenti monofocali, bifocali, trifocali), queste lenti consentono una visione nitida a tutte le distanze, avendo anche una migliore qualità ottica; inoltre non presentano l’antiestetica linea di separazione presente nelle lenti bifocali e trifocali.

Portatori ideali di lenti progressive:

- Il giovane presbite che lamenta i primi problemi di vista per la visione prossima

- I miopi non elevati, non abituati a togliersi l’occhiale per vicino

- L’afachico corretto con lenti a contatto o lo pseudo fachico

- I soggetti che per motivi estetici non accettano il bifocale

- I soggetti con necessità visive a medie distanze (50-90 cm)

Situazioni meno favorevoli all’uso di lenti progressive:

- Astigmatismi elevati, soprattutto se obliqui

- Disturbi dell’equilibrio (labirintite, vertigini, stati ipertensivi e ipotensivi)

- Adattamento consolidato all’uso di bifocali o trifocali

- Ametropi non adatti per ragioni fisiologiche e psicologiche

- Ametropi con handicap fisici che non riescono a controllare la postura

- Differenze significative di correzione tra i due occhi

- Diversa addizione nei due occhi

- Problemi di convergenza di almeno uno dei due occhi.

Alcune regole da seguire per l’utilizzo e l’adattamento alle lenti progressive:

1 - Puntare l’oggetto che si vuole osservare (vale per qualsiasi distanza) come se si avesse un mirino sulla punta del naso

2 - Muovere la testa (movimento verticale) per mettere a fuoco l’oggetto considerato; per lontano basta tenere una postura del corpo naturale, per vicino bisogna ruotare la testa verso l’alto fino alla messa a fuoco ideale

Soprattutto per la zona intermedia e per quella da vicino è importante muovere la testa e non gli occhi,

3 - Imparare bene i movimenti principali (puntare l’oggetto e muovere la testa per metterlo a fuoco) con calma, soprattutto i primi giorni,

4 - Tollerare nei primi giorni una sensazione di disorientamento spaziale. Tale problema sarà sempre meno avvertito con il passare dei giorni.

Il periodo di adattamento è solitamente di 10-15 giorni a seconda del soggetto. È importante in tale periodo seguire le indicazioni e i consigli del professionista.

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